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Partiamo
oggi alla scoperta dell’Alpe della Luna, tra borghi
silenziosi e crinali coperti di boschi con quote non elevate che si
estendono fra il Passo di Bocca Trabaria e il Passo di Via Maggio; sono
luoghi nascosti e misteriosi che ispirarono l’arte di Piero
della Francesca. Ci sono diverse teorie su chi o cosa sia stato ad
ispirare il nome affascinante della montagna, che sia stata la forma,
l’andamento del crinale, o riti dedicati alla luna che si
svolgevano qui in epoche antiche o una leggenda che narra di 2 giovani
innamorati che volevano raggiungere la cima dell’Alpe per
toccare la luna e trovare i tesori che nascondeva. Partiamo da
Città di Castello e ci dirigiamo verso S. Giustino per poi
seguire le indicazioni per il Passo di Bocca Trabaria iniziamo a
salire, qui le curve strette, tornanti e e curve a
“S” la fanno da padrone asfalto quasi perfetto,
poco traffico e un panorama eccezionale sulla Valtiberina. Arrivati in
territorio marchigiano e superato Lamoli arriviamo a Borgo Pace da dove
proseguiamo in direzione Sestino, nel cuore dell’Alpe della
Luna, una strada poco traffica con curve strette dove godere appieno la
moto. Attraversando tutta l’Alpe della Luna arriviamo a Badia
Tedalda antico borgo do origine romana posto fra Emilia e Toscana, da
cui imbocchiamo la statale 258 verso il Passo di Via Maggio, attenzione
agli autovelox fino al passo, poi possiamo stare più
tranquilli, la strada inizia lentamente a salire, poi passato il tunnel
di Poggio dei Prati c’è un tratto di leggera
discesa per poi continuare a salire con ampie curve, pendenze non
eccessive, buona guidabilità e un panorama nella parte alta
sul lago di Montedoglio, arrivati al passo continuiamo sempre sulla SS
258 in direzione Sansepolcro, per poi tornare con calma a
Città di Castello.
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